Luigi Ganna

  

Voornaam:   Luigi
Achternaam:   Ganna
Nationaliteit:  Italië
Geslacht:  
Werd:   73 jaar
Geboortedatum:   01-12-1883
Overleden  02-10-1957
Plaats van overlijden  Varese (Lombardia), Italië

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Voornaam:   Luigi
Achternaam:   Ganna
Nationaliteit:  Italië
Geslacht:  
Werd:   73 jaar
Geboortedatum:   01-12-1883
Overleden  02-10-1957
Plaats van overlijden  Varese (Lombardia), Italië

 

 Bevoegdheden

Professional 1904-1915

is geen familie van Filippo Ganna




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Luigi Ganna, de man uit Varese, een metselaar, werd ook wel de 'koning van het slijk' genoemd. Hij was zeer snel en regelmatig, in 1908 behaalde hij het werelduurrecord, dat hij zes jaar wist vast te houden. Hij won de eerste Giro d'Italia, van start gegaan op 13 mei 1909, met 129 renners. De wedstrijd werd gereden over 8 etappes en was 2448 km lang. Er kwamen 24 renners aan. De gemiddelde afstand van de etappes was 300 km. Ganna kreeg voor die overwinning een premie van 5.325 lire een equivalent vandaag de dag met 15.000 euro.
Antonio Giancane
Bijkomende uitslagen:
( Bron = Mémoire du Cyclisme)
1904: 3de Kampioenschap Brianzolo
1906: 2de Milaan-Alessandria-Milaan
1906: 3de Milaan-Pavia-Lodi-Milaan
1907: 1ste Milaan-Turijn
1907: 1ste Turijn-Rome
1907: 1ste Circuit Lombard
1907: 2de Ronde van Sicilië ( + 2 ritten)
1907: 3de Rome-Napels-Rome
1908: 1ste Corsa Regina Margherita
1908: 2de Milaan- Verona
1908: 3de Corsa XXe Settembre
1908: 1ste Italiaans uurrecord (40,405km)
1910: 2de Corsa XXe Settembre
1911: 3de Eindkl.Course des trois Capitales
1911: 1ste rit1 Corsa XXe Settembre
1911: 3de rit2 Corsa XXe Settembre
1912: 1ste Circuit Milanais
1912: 1ste Gran Fondo
1913: 3de Gran Fondo
Wilfried Journée
"Me brüsa tanto el cü!"
Ecco, è in questa celebre risposta data a un giornalista, che gli sollecitava un commento a caldo da vincitore della prima edizione del Giro d’Italia, che c’è tutto l’uomo Luigi Ganna.
Non una risposta beffarda e maleducata, come si potrebbe pensare, ma una frase sincera e semplice, come sincero e semplice fu lui stesso per tutta la vita. Ganna, infatti, giunto terzo al traguardo all’Arena di Milano, non ne aveva proprio più, stremato com’era dalla fatica dell’ultima tappa e dal caldo umido di quel maggio del 1909. Il suo soprassella, per altro, era davvero in fiamme!
L’ultima frazione del Giro, da Torino a Milano, non era stata infatti una passeggiata per il venticinquenne corridore lombardo, da tutti chiamato el Luisin. Partito dalla città della Mole con indosso i gradi di leader della corsa (la maglia rosa ancora non c’era, l’avrebbero introdotta solo nel 1931), a un certo punto forò. I suoi rivali ne approfittarono immediatamente, scattando fino a guadagnare diversi minuti di vantaggio sullo sfortunato collega. I più attivi furono lo schivo Carlo Galetti, suo compagno di squadra e vincitore delle successive due edizioni del Giro, e il veterano Giovanni Rossignoli, detto Baslott, che lo tallonavano da vicino in classifica generale.
Ganna non si perse d’animo e, sostituito il tubolare, si rimise in sella, pedalando come un forsennato per cercare di recuperare il terreno perduto. Una rimonta che però, fin dalle prime battute, apparve disperata, visto l’enorme margine conquistato dal gruppo di testa. Quando tutto sembrava perduto, il caso dette tuttavia una mano all’inseguitore. A Rho i fuggitivi furono bloccati da un passaggio a livello che restò chiuso giusto il tempo sufficiente per permettere al giovane dai baffi a manubrio di rientrare nel gruppo e arrivare terzo all’Arena. Un piazzamento che, grazie ai punti ottenuti, gli garantì la vittoria finale. Il primo Giro d’Italia era suo, il prezzo pagato fu – per l'appunto – un terribile mal di... soprassella.
Nato a Induno Olona, il 1 dicembre 1883, il vincitore della manifestazione organizzata dalla Gazzetta dello Sport crebbe con un fisico atletico e robusto (qualcuno lo chiamava – per questo – anche Luison), tanto che fin da adolescente cominciò a fare il muratore nei cantieri della zona. Nei primi anni del Novecento trovò lavoro a Milano, dove era solito recarsi con un vecchio velocipede.Un centinaio di chilometri ogni giorno, tra andata e ritorno, quasi tutti su strade sterrate, polverose e accidentate.
Spostarsi in bici, d’altra parte, non era solo una scelta: soldi per il treno non ce n’erano. Il rovescio della medaglia fu che miglior allenamento Ganna non avrebbe potuto avere. Per il giovanotto la sua due ruote era infatti qualcosa di più di un semplice mezzo di trasporto: Luigi sognava di diventare ciclista e a venti anni passati pensò che era ormai giunto il momento di provare a disputare delle vere competizioni. Contro il parere dei suoi genitori, corse clandestinamente due gare in cui fu subito protagonista. Confortato dal risultato decise allora di fare il gran salto, iscrivendosi al Giro di Lombardia. Era il 1905 e anche questa corsa, che presto sarebbe diventata una classica del ciclismo internazionale, vide lo sconosciuto Luisin arrivare terzo, dietro Giovanni Gerbi, detto il Diavolo Rosso, e Giovanni Rossignoli.
Sembra che poco dopo la fine della gara, mentre il ragazzo stava rinfrescandosi presso una vicina osteria, gli furono consegnate diciotto lire, il premio per il suo piazzamento. Un’enormità, per quel tempo, che non solo convinse definitivamente Luigi, ormai deciso a diventare professionista, ma anche i genitori che, di fronte a quella cifra, modificarono il loro atteggiamento riguardo alle scelte del figlio.
Il terzo posto al Giro di Lombardia, del resto, aveva lasciato il segno: la Bianchi, che già all’epoca era un team prestigioso, decise di ingaggiare il giovanotto, offrendogli un contratto di duecento lire al mese per dieci mesi.
La prima vittoria arrivò nel 1906, nella Coppa Val d’Olona, ma fu negli anni successivi, disputati con i colori di varie squadre, che Ganna dimostrò in pieno il suo valore: nel 1907 vinse, tra le altre, la Milano-Torino e ritorno, mentre nel 1908 fu secondo sia nella Milano-Sanremo, dietro il fiammingo Cyriel Van Hauwaert, che nel Giro di Lombardia, alle spalle del lussemburghese François Faber. In quell’anno stabilì anche il record italiano sull’ora percorrendo, sul velodromo di Porta Ticinese a Milano, la distanza di 40,405 chilometri.
Il 1909 fu poi l’anno della definitiva consacrazione: passato all’Atala, vinse sia la Milano-Sanremo, con oltre un'ora di vantaggio sul francese Émile Georget, che, appunto, il primo Giro d'Italia, in cui si aggiudicò anche tre delle otto tappe.
Nel 1912, infine, assieme ai suoi compagni dell’Atala Carlo Galetti, Eberardo Pavesi e Giovanni Micheletto – ribattezzati dalla stampa i Quattro Moschettieri –, Ganna vinse nuovamente il Giro, questa volta con classifica a squadre, anche se lui personalmente dovette ritirarsi già alla quarta tappa.
I successi lo resero ricco e famoso. La folla lo amava e vedeva in lui l’incarnazione del povero che raggiunge il successo con la sola forza di volontà. I giornali lo chiamavano il buon Ganna, perché lui, Luigi Ganna da Induno Olona, rimase sempre quello di un tempo: magari introverso e di poche parole, ma generoso, onesto e leale in corsa, così come nella vita di tutti i giorni.
Ottimo passista, eccellente in salita (fu memorabile una sua vittoria con arrivo al Sestriere, nel 1911, sotto una fitta nevicata), Luigi Ganna aveva il suo tallone d’Achille nella velocità e nella disciplina tattica, due ragioni che gli impedirono di ottenere un maggior numero di vittorie in carriera come invece avrebbe meritato.
Nel 1915, poi, decise che era giunta l’ora di smetterla. Basta fatiche, basta sudore, basta, soprattutto, dolori al... soprassella. Si dedicò allora alla fabbrica di biciclette acquistata quando era ancora in attività, con i ricavi delle sue vittorie. Ed è proprio su una delle bici firmate Ganna che Fiorenzo Magni vinse il Giro d'Italia del 1951.
Luigi Ganna si spense a Varese il 2 ottobre 1957, a 74 anni. Oggi il vincitore del primo Giro d’Italia non è stato dimenticato: a lui sono stati infatti dedicati un francobollo, emesso dalle Poste Italiane nel 2007 a cinquant'anni dalla sua scomparsa, e una targa posta all’interno del velodromo di Varese, a lui intitolato.


Marco Della Croce



Marco Della Croce

Fotoalbum Luigi Ganna

1909

1910

 

 

 


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